CONTRO L’OSCURANTISMO SCIENTIFICO CONTEMPORANEO

Tutto ciò che verrà detto e scritto in questo sito, si pone l’obiettivo di migliorare la conoscenza umana, vietando ogni forma di oscurantismo scientifico !

Sensibilità Chimica Multipla, questa sconosciuta.

"Veniamo da mondi oscuri e siamo selvaggi inciviliti, portatori di ricordi ancestrali,
di paure incontenibili, di sogni e , soprattuto, di domande senza risposta"

("Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove Andiamo?"
Gauguin , 1897-1898)

 

La Sensibilità Chimica Multipla (multiple Chemical Sensitivity ) è una grave sindrome organica immuno-tossico-infiammatoria, progressiva ed invalidante, caratterizzata da sintomatologia multipla che interessa vari sistemi fisiologici. Se non individuata e riconosciuta in tempo, permane in collegamento alle varie esposizioni chimiche, portando così a sviluppare con alta incidenza forme tumorali e leucemiche, malattia neurodegenerative (sm), autoimmuni (artrite reumatoide, lupus, sla, tirodite di hashimoto ecc…).
Essa colpisce un numero sempre maggiore di persone in Italia e nel mondo ed è caratterizzata da svariate reazioni a carico di molteplici organi ed apparati: respiratorio, nervoso, cardiocircolatorio, digerente, renale, muscolare, osteoarticolare e ormonale; che compaiono acutamente quando il malato entra in contatto accidentale o per motivi professionali , con sostanze chimiche, anche in tracce minime, normalmente tollerate dalla maggior parte della popolazione ed abitualmente presenti nell’ambiente. Queste sostanze sono di vario genere come: insetticidi, disinfettanti, detersivi, profumi, deodoranti, dopobarba, vernici, solventi, colle, carta stampata, inchiostri, scarichi delle auto, prodotti plastici, farmaci, anestetici, antibiotici , alimenti con additivi e numerose altre ancora. Il malato così è costretto a vivere in un isolamento non solo ambientale , ma anche di tipo affettivo, lavorativo e sociale.
“Le sostanze chimiche danneggiano il fegato ed il sistema immunitario, sopprimendo la mediazione cellulare che controlla il modo in cui il corpo si protegge dagli agenti estranei; i sintomi si verificano in risposta all'esposizione a molti composti chimicamente indipendenti e presenti nell'ambiente, in dosi anche di molto inferiori da quelle tollerate dalla popolazione in generale”.
L’infiammazione cronica dell’mCS è caratterizzata da 4 tipici stadi di manifestazione:
(Stadio 0) Tolleranza - rappresenta l’abilità di un individuo di sopportare l’ambiente chimico circostante;
(Stadio I ) Sensibilizzazione o fase irritante, che si verifica quando una persona è sottoposta ad una esposizione chimica acuta ad alte dosi o ad una esposizione cronica quotidiana insidiosa. I pazienti in seguito all’esposizione chimica, non sono rilevabili clinicamente in generale. I disturbi possono includere: dolore alle articolazioni e ai muscoli, cefalea, affaticamento (stanchezza cronica), rossore, prurito, nausea, tachicardia, asma, insufficiente circolazione periferica, etc.
(Stadio II) Infiammazione: l’esposizione chimica determina una infiammazione cronica dei tessuti, come ad esempio artrite, vasculiti, dermatiti, asma non allergica, coliti, miositi, riniti, circolazione periferica molto problematica, ecc.. Sono presenti sia sintomi che segni obiettivi rilevabili clinicamente. La progressione avviene in seguito a nuove esposizioni in corso; ma se non vi è ancora verificato il danno ai tessuti, e quindi il processo può essere invertito con l’evitamento chimico e tramite specifiche cure di disintossicazione.
(Stadio III) Deterioramento irreversibile: l’infiammazione cronica causata dall’esposizione chimica produce danni del tessuto, come lesioni al sistema nervoso centrale, al rene, al fegato, al polmone, al sistema immune etc. Questo livello è irreversibile: “Una volta che i tessuti sono danneggiati e la funzione dell’organo compromessa rimangono poche le speranze nella pratica medica corrente di invertire il processo”. Patologie comuni in questo stadio sono ad esempio lupus, ischemie, cancro, autoimmunità, forme degenerative reumatiche, sclerosi multipla, Porfiria.
Ecco perché è fondamentale una vera e propria divulgazione e informazione su questa sindrome ; in quanto se se adeguatamente gestita è contenibile!
Recenti studi , hanno infatti dimostrato che nelle fasi iniziali della malattia è possibile migliorare le condizioni del paziente attraverso il potenziamento delle sue capacità di disintossicazione con trattamenti specifici effettuabili ad oggi solo presso centri specializzati all’estero.
La MCS colpisce “tra 1,5 e il 3% della popolazione” (studio Heuser 1998 USA). Si tratta di una sindrome che può colpire chiunque a qualsiasi età e classe sociale, ma soprattutto alcuni lavoratori particolarmente esposti a sostanze tossiche, in un rapporto uomini/donne di 1 a 3.
Il Dottor Claudio Giustozzi ( segretario nazionale dell’associazione Dossetti sulle malattie ambientali), nel 2004 ha dichiarato: “Stati Uniti, Canada, Germania hanno posto da tempo attenzione alle problematiche dei pazienti affetti da SCM. Lo scorso 12 novembre 2004 anche il ministro dell’ambiente danese ha deciso di aprire un centro di conoscenza sulla Sensibilità Chimica Multipla. Accendere anche in Italia i riflettori sul tema Sensibilità chimica multipla ed affrontare il problema con rigore scientifico è ormai emergenza politica e sanitaria al fine di tutelare questi malati”.

L’estate scorsa altri paesi industrializzati quali Cina, Giappone, India e Austria hanno riconosciuto la gravità della malattia annoverandola come malattia rara. In Italia , purtroppo, sono pochissimi i medici che studiano questa patologia con competenza sufficiente per permettersi di fare considerazioni in merito; molti addirittura negano l'esistenza della MCS ed il malato si trova ad affrontare anche lo scetticismo dei parenti, soprattutto dopo essersi sentiti suggerire dal medico di
accompagnare il paziente dallo psichiatra.
Ricerche scientifiche dimostrano con esattezza ed inconfutabile chiarezza che la Sensibilità Chimica Multipla è legata ad una netta difficoltà di detossificazione dell’organismo ad eliminare numerosissime sostanze chimiche, dovuta a mutazioni genetiche presenti in parte dalla nascita, ma che non si sarebbero mai espresse in forma di malattia se i malcapitati affetti fossero vissuti in un contesto ambientale idoneo.
Tanto per capirci : chi vivesse in una isola del pacifico cibandosi di frutta e verdura senza pesticidi, pesci e carni, senza conservanti, pur avendo la predisposizione non si ammalerebbe mai!

Nonostante le centinaia di casi diagnosticati ad oggi anche in Italia, non è stato istituito né il raggruppamento omogeneo di diagnosi (dgr), né un codice identificativo della malattia; per cui ,oggi, la sensibilità chimica multipla non risulta inserita nell’elenco delle malattie rare dell’ISS, ed i pazienti non hanno assistenza e non possono neppure essere riconosciuti per le loro invalidità, malgrado esistano numerosi esami strumentali in grado di definire l’entità del danno.

(A cura della Drs. Federica Giobbe)

Processi fisiologici alla base delle Malattie Da Ambiente.

Annie Colatin illustra, nel suo accurato e minuzioso compendio “Allergie alimentari e ambientali” (Giunti Editore) che, come tutti gli organismi (animali, piante, funghi, batteri e virus) noi uomini viviamo nell’ambiente e dell’ambiente che ci circonda. Come una corrente continua, l’ambiente fluisce attraverso di noi sotto forma d’aria, acqua, di alimenti, di radiazioni e campi elettromagnetici, di stimoli e percezioni. Da questa corrente il nostro organismo trae ciò che gli serve per il proprio sostentamento e le proprie funzioni vitali. Tutti gli elementi nocivi che si mescolano in questa corrente e che da essa vengono trasportati, devono essere resi inoffensivi e possibilmente eliminati, perché in ogni singola cellula le funzioni vitali possano mantenere il proprio equlibrio. Se la capacità che il nostro organismo possiede di neutralizzare gli elementi nocivi è insufficiente, e se il carico tossico oltrepassa la soglia personale di tolleranza, l’equilibrio interno viene drasticamente alterato finchè si giunge al “crollo” : la malattia è il segno esteriore che la battaglia per l’omeostasi, o equilibrio delle forze vitali, rischia la disfatta. La qualità dell’ambiente da cui dipende il nostro benessere dovrebbe interessare in primo luogo, la medicina , la scienza che si occupa della salute e della malattia dell’uomo. Con la rivoluzione petrolchimica degli anni ’70, l’industria chimica ha prodotto numerosissime sostanze mai esistite prima in natura, molte delle quale sono più o meno tossiche : ciò significa che in determinate quantità possono danneggiare o uccidere degli organismi viventi, uomo incluso. Mediante i vari procedimenti di lavorazioni, molti metalli pesanti, che i natura sono fissati sotto forma di minerale greggio nelle rocce, sono stati mobilizzati e diffusi in tutto l’ambiente naturale. Insieme agli idrocarburi alogenati ed alle scorie radioattive, questi metalli tossici sono la più grossa e costante e sempre crescente ipoteca sul mondo in cui viviamo.
I prodotti di sintesi fabbricati e diffusi nell’ambiente naturale – insieme ai loro sottoprodotti- rappresentano oggi come non mai uno dei campi oscuri della medicina per quanto riguarda i loro effetti sulla nostra salute e quella dei nostri figli. Ancor meno conosciuti sono poi i loro effetti combinati. Ognuno di noi, ha una sua individualità biochimica e non tutti siamo in grado di tollerare un sempre più crescente numero di tossine ambientali, soprattutto se iniziamo a “prendere la nostra dose giornaliera” sin da piccola, attraverso creme, pannolini profumati, deodoranti, salviettine, ecc…
Il grande asso nella manica dei paladini della chimica è: “in fondo, tutto è chimica!” Lo è il nostro corpo, coi suoi processi metabolici ed enzimatici; lo sono i nostri alimenti; lo è l’aria che respiriamo. MA la replica non può essere che questa: “ Proprio per questo i nostri processi vitali- in quanto reazioni chimiche estremamente complesse che si svolgono in strutture molecolari finissime e sensibilissime- sono suscettibili di venir disturbati da sostanze estranee . E proprio in quanto chimica, il nostro corpo è vulnerabile di fronte alla chimica!”
Il nostro organismo è in grado di elaborare una quantità di fattori ambientali nocivi grazie alla sua capacità di auto-disintossicazione , di immunoreazione, di controregolazione; in una parola di “adattamento”. Ma la nostra capacità di adattamento non è illimitata e si esaurisce quando il carico tossico complessivo si fa troppo pesante e dura troppo a lungo. A ciò si aggiunga che, palesemente, determinati veleni ambientali ( come ad esempio il mercurio presente nelle datate otturazioni dentali) aggrediscono ed indeboliscono proprio i meccanismi di detossificazione dell’organismo. Pazienti esposti al danno derivante dalla formaldeide o pesticidi presentano un’abnorme riduzione di linfociti T; alcuni solventi e detersivi (come cloroformio, tetracloruro di carbonio, percloroetilene) danneggiano il fegato; solventi e pesticidi inoltre sono altamente neurotossici.
Le malattia da ambiente quindi si manifestano non solo come allergie o ipersensibilità a sostanze naturali e sintetiche, ma anche come una maggior predisposizione alle infezioni e come danni neurologici e turbe del sistema nervoso centrale. Un altro punto che non viene toccato nei dibattiti sui problemi ambientali è che l’uomo dei paesi più sviluppati , ha acquisito una maggior vulnerabilità anche per via delle sue caratteristiche genetiche. Negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna, un’associazione medica (Academy for Environmental Medicine) lavora da decenni nel campo della malattie ambientali da inquinamento. Risale agli anni Cinquanta la segnalazione del Dott. Randolph, fondatore dell’ecologia clinica, del fatto che pesticidi derivati dal petrolioe gas di scarico delle autovetture possono provocare molteplici reazioni di ipersensibilizzazione. La medicina accademica, nel frattempo, ha riconosciuto che i veleni ambientali rappresentano una possibile causa di questi problemi in persone non stressate dal lavoro, e che essi svolgono un ruolo importante nella formazione di allergie e pseudoallergie. Sta di fatto che, ad oggi, complice il progresso e la corsa verso il benessere a tutti i costi, il ritmo delle “malattie da ambiente” stia aumentando esponenzialmente, anche nei bambini di pochi mesi di vita. Il numero degli individui che reagiscono a quasi tutto ciò che toccano ( sostanze sintetiche e sostanze naturali o alimenti) va aumentando, secondo ogni evidenza, anche da noi. Nelle Cliniche Ecologiche, questi soggetti vengono definiti “Universal Reactors” (reagenti o reattori universali).

(Federica Giobbe)

Scarica Documento - Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla dal Sito Green Planet